martedì 31 marzo 2015

  

Gonna
Abbiamo diversi modelli di gonna .

La Gonna a Pieghe
Diventa di moda già nel xv secolo, quando viene indossata dal duca di Borgogna Filippo il Buono.
Si preferisce un tessuto morbido e che tenga la stiratura,e cucire la piega almeno fino all'altezza del bacino per evitare di sembrare la shilouette poco aggraziata.
E poi la gonna plissè(pieghe a fisarmonica)
A cannoncino(pieghe baciate)
Con piega a spacco(piega aperta nella parte finale)


Gonna a tubino
Grace Kelly,Kim Novak protagoniste dei film di Hitchcock danno alla gonna a tubino la popolarità e la indossa con tacchi a spillo
vertiginosi.
E' un modello diritto e se ha uno spacco diventa anche più comoda.

La Minigonna
E' una gonna molto corta ,sportiva va portata con un paio di scarpe da tennis, un pò più bon ton con calzamagla e ballerine
Creata e presentata a Parigi nel 1964 da Mary Quant è una gonna che fa parte della rivolta femminile degli anni 70.

Gonna a portafoglio.
E' un modello molto comodo sia da indossare che da portare,generalmente abbottonata davanti o dietro.

Gonna a 4/6/ o 8 teli
Di linea svasata ha teli che seguono il corpo per poi svasare leggermente verso il fondo.
Gonna Drappeggiata
Di forma molto elegante ha un'arricciatura morbida he segue le forme del bacino,modello consigliato in tessuti morbidi.

Gonna Pantalone
Sotto al modello di gonna a tubino con sfondo piega davanti e dietro si nasconde la forma del pantalone che la rende una gonna pratica per salire in moto e perchè no anche a cavallo.
Kilt
Molti stilisti e personaggi celenbri hanno amato la gonna a kilt
( una gonna a pieghe che si apre a portafoglio sul davanti e viene chiusa al fondo da uno spillone decorativo).
Ma il kilt era un abito della tradizione scozzese del
SECOLO XVIII che ancora viene indossata.

Gonna sbieca
Modello tagliato nella parte obliqua del tessuto,ha una resa morbida.
www.diariodiunatelier.blogspot.it

 ECCOCI con il lavoretto dei vostri bambini per Pasqua

Date la forma che volte ai  vostri pulcini,più buffi sono piùsono carini...

ricordate? serviva; pannolenci colorato,forbici,colla per tessuto,lana,ago per lavorare la lana,nastrino colorato e interno per riepire (possono essere riempiti anche con piccoli pezzetti in avanzo di stoffa.



...dopo aver tagliato le varie forme dei pulcini e di mamma Gallina..unite le parti piu piccolo con una colla per tessuto(occhi,Becco..)




 iinserite la stoffa per riempirli

 sistemate il nastrino ,la crestina e le ali
 poi con un piccolo punto in avanti fermate la parte sopra con quella sotto e chiudete con un punto indietro tutto il lavoro
e BUONA PASQUAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!:)




lunedì 30 marzo 2015

Per un'idea è di pessimo augurio essere di moda, poiché significa che in seguito sarà antiquata per sempre.
G. Santayana

domenica 29 marzo 2015

I SARTI
I manuali di taglio e sartoria si svilupparono con una certa lentezza, soprattutto quando, dal XIV secolo in poi, si cominciarono a creare abiti aderenti al corpo. Il Garzoni, nel suo libro su tutte le professioni del mondo edito a Venezia nel 1585, dice esplicitamente che un buon sarto deve saper fare di tutto, per soddisfare ogni necessità della sua clientela. Quello del sarto non era quindi un mestiere indipendente, bensì era un servitore delle grandi signorie: viveva e lavorava presso la corte di un signore, che poteva anche scegliere di "prestarlo" a parenti o amici. La retribuzione per l'operato si aggirava intorno al 10% della spesa del tessuto. Era una professione preclusa alle donne, che come sarte avevano compiti minori o si applicavano maggiormente al telaio e al ricamo. Non esistevano le taglie, quindi ogni vestito era un pezzo unico, realizzato su misura del cliente. Le unità di misura erano variabili; a Venezia erano in uso i brazzi: da seda, che corrispondeva a 63,8 cm, e da lana, 67,3 cm.
 

Anche alcuni artisti, come Giotto e Antonio del Pollaiolo crearono modelli di abiti e tessuti. La famosa sarta della regina di Francia Maria Antonietta, Rose Bertin, pur creando sontuose toilettes per la regina, non poteva ancora definirsi stilista. Per fare un esempio una sarta non poteva comperare direttamente il tessuto, che era venduto esclusivamente dal fabbricante. Dopo la rivoluzione francese la Convenzione abolì le corporazioni e le regole rigide e minuziose che vi erano applicate, stabilendo che ognuno poteva vestirsi come gli pareva. Il decreto nasceva per l'odio contro le leggi suntuarie che erano ormai diventate uno spartiacque tra l'abito dell'aristocrazia e quello della borghesia, a cui erano proibiti molti oggetti di lusso. Dopo di allora il sarto fu completamente libero di esprimere la sua creatività.
info wikipedia"Sarti

I manuali di taglio e sartoria si svilupparono con una certa lentezza, soprattutto quando, dal XIV secolo in poi, si cominciarono a creare abiti aderenti al corpo. Il Garzoni, nel suo libro su tutte le professioni del mondo edito a Venezia nel 1585, dice esplicitamente che un buon sarto deve saper fare di tutto, per soddisfare ogni necessità della sua clientela. Quello del sarto non era quindi un mestiere indipendente, bensì era un servitore delle grandi signorie: viveva e lavorava presso la corte di un signore, che poteva anche scegliere di "prestarlo" a parenti o amici. La retribuzione per l'operato si aggirava intorno al 10% della spesa del tessuto. Era una professione preclusa alle donne, che come sarte avevano compiti minori o si applicavano maggiormente al telaio e al ricamo. Non esistevano le taglie, quindi ogni vestito era un pezzo unico, realizzato su misura del cliente. Le unità di misura erano variabili; a Venezia erano in uso i brazzi: da seda, che corrispondeva a 63,8 cm, e da lana, 67,3 cm.
Una toilette della sovrana di Francia Maria Antonietta

Anche alcuni artisti, come Giotto e Antonio del Pollaiolo crearono modelli di abiti e tessuti. La famosa sarta della regina di Francia Maria Antonietta, Rose Bertin, pur creando sontuose toilettes per la regina, non poteva ancora definirsi stilista. Per fare un esempio una sarta non poteva comperare direttamente il tessuto, che era venduto esclusivamente dal fabbricante. Dopo la rivoluzione francese la Convenzione abolì le corporazioni e le regole rigide e minuziose che vi erano applicate, stabilendo che ognuno poteva vestirsi come gli pareva. Il decreto nasceva per l'odio contro le leggi suntuarie che erano ormai diventate uno spartiacque tra l'abito dell'aristocrazia e quello della borghesia, a cui erano proibiti molti oggetti di lusso. Dopo di allora il sarto fu completamente libero di esprimere la sua creatività.
info wikipedia"

sabato 28 marzo 2015

La storia della biancheria intima è parallela a quella della liberazione femminile.
B. Zapponi

giovedì 26 marzo 2015

Ci prepariamo alla bella stagione con un Corso di cucito divertente e facile

<<Come cucire gli abiti dei nostri bambini>>

12 ore imparando la tecnica e la confezione costruendo un cartamodello su misura,
per un abitino/camicia o Pantaloncini


info annattln@gmail.com

 
 
Il Linguaggio Segreto del nostro Stile

"Quindici Anni "
(Ovvero la femminilità in eredità)

<<Di mia madre dicevano che era una donna bellissima.
Facevano a gara nel ripeterlo.
Io avevo 15 anni e le somigliavo.
Me lo dicevano continuamente come una promessa,come un complimento.
Guardavo con spavento i suoi Chemisier aperti fino al'attaccatura dei seni,cosi tesi che temevo sempre che l'ultimo bottone saltasse.
Le sue gonne sopra al ginocchio,i sandali che mettevano in risalto i suoi piedi sempre molto curati.
Il suo portamento,il suo ancheggiare,la guardavo mentre invidiavo la discrezione delle mamme dei miei compagni di scuola.
Più tardi capii che per mia madre la vita era uno spettacolo,e il mondo il suo pubblico.>>

..mentre giocano a fare le principesse , le nostre figlie ci guardano e imparano a crescere davvero.

Tratto da SPOGLIATI - C.Joubert/ S.Stern